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Testi

Ecco i testi – riportati integralmente – di alcuni articoli e segnalazioni usciti sul Caffè Pasticceria Piccardo, la sua storia, i suoi prodotti, i riconoscimenti ricevuti e gli eventi organizzati nel corso degli anni.

L’encomio della Guida ai Locali Storici d’Italia, scritto dalla massima autorità del settore, il giornalista Claudio Guagnini, in italiano e in inglese.

  • «Ha fatto la storia di Oneglia, con i suoi arredi centenari e la stessa famiglia sempre al comando. Era il Caffè dei “signori”, dove si entrava solo se laureati. Qui comparvero la radio e il primo telefono pubblico. Mussolini, per un complimento ardito, prese uno schiaffo dalla proprietaria nel 1908; Coppi, con dieci minuti di vantaggio, abbandonò la Milano-Sanremo, entrò per un caffè, riprese la bicicletta e vinse; Calvino, il presidente Pertini e il compositore Berio erano di casa.»

    «The café that made the history of Oneglia, with its century-old furnishings and the same family always at the helm. This was the café of gentlemen, where only graduates were admitted. The radio and the first public telephone appeared here. In 1908, Mussolini was slapped in the face by the landlady after he made an impudent compliment. With a ten-minute advantage, Coppi left the Milan-Sanremo, popped in for a cup of coffee and went on to win the race. Calvino, President Pertini and composer Berio were all at home here.»

Un altro splendido articolo di Claudio Guagnini per il sito dei Locali Storici, sull’aneddoto di Fausto Coppi, che vinse la Milano-Sanremo prendendo un caffè “in volata” da Piccardo

  • “Trenta secondi sul Turchino!” Nei Bar dello Sport, ma anche in bilico sulle finestre per fare ascoltare anche chi è in strada, le radio a tutto volume seguono il vantaggio di Coppi sul francese Teisseire alla Milano-Sanremo. I secondi diventano cinque minuti all’attraversamento di Voltri.È un marzo caldo quello del 1946. L’Italia ha voglia di entusiasmo, di cose belle, perché l’amaro dei cinque anni di guerra si mastica ancora. Sull’Aurelia, l’urlo delle due ali di folla sembra spingere la volata incredibile di quella divisa biancoceleste. A Varazze, sono otto minuti di distacco sul gruppetto di testa. Tutti in piazza e per strada in Riviera. Le gazzose col tappo a biglia van giù come l’acqua.

    La radiocronaca è come un martello. Anche al Caffè Piccardo di piazza Dante, una delle poche radio di Imperia-Oneglia, si ascolta in silenzio. “È qui, Coppi è qui!” grida qualcuno che è sulla porta. “Dieci minuti sul gruppo!” esulta il radiocronista. Coppi rallenta, quasi ferma la Bianchi, qualcuno prende un caffè pronto sul bancone e glielo porta di corsa. Lui sorride, lo beve, riparte. Qualcun altro racconta che si fermò per davvero, smontò dalla sella, entrò, bevve il caffè sul bancone e ripartì al volo per vincere. E vinse quella Milano-Sanremo con ben quattordici minuti di vantaggio, tanto che la radio annunciò: “Primo classificato Coppi Fausto; in attesa del secondo classificato trasmettiamo musica da ballo”.

    Questa la leggenda che si tramanda allo storico Caffè di Oneglia. E che fa il paio con quella dello schiaffone che, nel 1908, la bella proprietaria del locale rifilò a un giovane e focoso maestro elementare che si era permesso un complimento forse troppo audace: si chiamava Benito Mussolini.

Nell’aprile del 2008 il patinato mensile GQ ha inaugurato la rubrica sui locali storici di Alberto Vaccaro proprio con un articolo dedicato al Caffè Piccardo.

  • Milano-Sanremo edizione 1946 (oppure 1948 o 1949). Fausto Coppi domina la gara con 14 minuti di vantaggio sul secondo e a Imperia decide che è il momento della pausa caffè. Si ferma in piazza Dante, appoggia la Bianchi a una colonna dei portici ed entra nel Caffè Piccardo, provocando una reazione a catena di mascelle che cadono. Consuma, paga, esce, inforca la bici e vince la gara. È una delle leggende, difficilmente verificabili, che circolano sul Caffè aperto nel 1905 dai fratelli genovesi Giacomo e Teresa Piccardo. Come la storia del ceffone dato nel 1908 da Teresa al futuro Duce, all’epoca supplente alle scuole elementari, per un apprezzamento sfacciato.

    Ambrogio Piccardo, figlio di Giacomo, muore all’improvviso nel 1973 e da un giorno all’altro le figlie Carla, venticinquenne laureata in Scienze biologiche, in attesa di impiego all’Ufficio d’igiene, e Maria Teresa, 28 anni, professoressa di matematica, devono riporre nel cassetto i rispettivi programmi per il futuro per impugnare in tutta fretta le redini dell’attività di famiglia. «I primi anni sono stati molto buoni», ricorda Carla. Oggi invece «la crisi c’è», ammette, «è innegabile che la gente non spenda più come una volta». Ma qui si continua a fare tutto in casa: la pasticceria, i gelati («La crema base è ancora come ai tempi del nonno e del papà, con latte e uova pastorizzati, non un preparato»), i piatti caldi per il pranzo. E i clienti affezionati a questa antica idea della qualità, «soprattutto gente che viene da fuori, italiani o stranieri», non mancano mai.

La recensione dell’edizione 2012 della prestigiosa guida Fuoricasello che segnala i migliori locali vicino all’autostrada:

  • Le sorelle Maria Teresa e Carla Piccardo gestiscono il locale aperto nel 1905 dal loro bisnonno. È il classico caffè pasticceria del centro, dove a mezzogiorno è possibile consumare un pranzo leggere e veloce basato sulle tipiche ricette liguri che variano ogni giorno. La scelta è tra alcuni primi piatti (per esempio lasagne in tutti i modi), un paio di secondi e un paio di piatti vegetariani. I dessert sono quelli della casa: è difficile rinunciarvi, viste le golosità esposte in vetrina. I gelati sono artigianali, all’antica. Per il vino la scelta è limitata a otto etichette, quattro bianchi e quattro rossi, che variano a rotazione.

L’articolo scritto nella primavera del 2006 dalla giornalista del Secolo XIX Milena Arnaldi per la rubrica sui locali storici della provincia di Imperia, un bellissimo ritratto dell’epopea del caffè e della famiglia che da tre generazioni è alla guida del locale.

  • Il Secolo XIX, 25 aprile 2006: Imperia si specchia nello storico Caffè Piccardo

    Imperia. Ai tavolini di Piccardo si sedeva Luciano Berio, che amava la granita al caffè con panna. La pasticceria in stile umbertino era la preferita di Sandro Pertini, che conosceva personalmente la famiglia. Si racconta anche che Fausto Coppi avesse fermato la sua bici proprio all’angolo di piazza Dante, durante una Milano-Sanremo, per entrare a bersi un buon caffè, riprendere la bicicletta e forte del vantaggio riuscire ancora a tagliare vittorioso il traguardo. E ancora grandi attori, cantanti lirici conoscevano lo storico locale. Italo Calvino da Sanremo veniva apposta per assaggiare gelati e paste. Il maestro “onegliese” Benito Mussolini si fermava volentieri nel caffè così come si racconta di un aperitivo complice tra Liz Taylor e Richard Burton, in attesa di andare a cenare in un altro locale storico di Imperia, il ristorante Cacciatori. Insomma dal 1905 il caffè Piccardo rappresenta per Oneglia un vero e proprio riferimento, un locale che si differenzia per lo stile, l’impostazione, il profondo legame con la città. E gli aneddoti non si contano in un secolo di vita che ha visto passare davanti al bancone delle paste e dei gelati intere generazioni, famiglie che hanno scritto le pagine più significative della storia di una città caratterizzata da veri e propri imperi economici e industriali.

    Era da pochi anni iniziato il novecento, tra grandi aspettative e nuove opportunità, quando Giacomo Piccardo decise di trasferirsi da Voltri in cerca di fortuna e volle aprire ad Oneglia un locale innovativo, in stile genovese. Giacomo era un uomo d’affari, personaggio stravagante, gestiva alcune case da gioco in Libia, era un uomo dalle grandi idee, amante del rischio. Insieme al Caffè nasce anche la Premiata Pasticceria Genovese, gestita dalla sorella di Giacomo, Teresa.

    Nel 1929 i due locali vengono accorpati in un’unica lussuosa struttura in stile umbertino, sull’angolo in piazza Dante. E in questo locale elegante i signori della città si incontrano e tra questi tavolini più affari, più patti e alleanze che negli uffici delle varie ditte. Dopo la guerra, la gestione passa nelle mani del figlio di Giacomo, Ambrogio, che eredita un locale con già quasi mezzo secolo di storia alle spalle, in cui gli imperiesi bevono caffè, assaggiano le deliziose specialità di una pasticceria che ha sempre ricercato il massimo della qualità, vivendo i piccoli e grandi eventi del periodo: dalle prime puntate di Lascia o Raddoppia alle imprese calcistiche della squadra locale.

    È la vita tranquilla di Imperia, città capitale dell’olio, elegantemente al di sopra del boom turistico che ha investito la Riviera. Ma i turisti arrivano anche qui e in poco tempo la fama di Piccardo cresce. Si parla del favoloso gelato alla crema, della deliziosa pasticceria, di un locale arredato in stile umbertino che conserva intatto il fascino degli anni Venti.

    Negli anni Settanta la scomparsa di Ambrogio obbliga le figlie Carla e Maria Teresa a compiere una scelta affiancando la signora Franca per molti anni anima della storica pasticceria, lavoratrice infaticabile. Il locale diventa più grande. Il lavoro non manca e, tra i vari clienti figurano, come visto, Italo Calvino, Luciano Berio, Armando Testa. Nel 1987 nasce il ristorante espresso Piccardilly Circus, a due passi dalla storica Pasticceria. Prende il posto della sala da tè e della sala da gioco.

    Gli anni passano ma il caffè Piccardo rimane sostanzialmente lo stesso fino al 2002, data dell’ultimo trasloco. La pasticceria Piccardo e il ristorante Piccardilly vengono riuniti nel nuovo caffè che coniuga la modernità dei laboratori alla tradizione, allo storico arredamento, all’atmosfera retrò, austera ed elegante che lo ha sempre contraddistinto.

    Le segnalazioni e gli elogi delle guide non si contano, come i premi ricevuti e le visite da tutto il mondo. Sotto le scritte dorate che recitano Pasticceria, Confetteria, Liquoreria, Gelateria Piccardo ogni giorno si costruiscono nuovi aneddoti, si rinnovano riti e si consolidano tradizioni. E la storia continua.

    Un locale da sempre premiato per la qualità nel segno della tradizione

    Imperia. Qualità, innovazione e tradizione. Sono questi i principi ispiratori, le caratteristiche che hanno fatto la fortuna di un Caffè che da più di cento anni caratterizza la vita di Imperia. la pasticceria Piccardo fin dalla sua nascita ha saputo mantenere ben radicate le sue origini, le sue peculiarità trovando sempre il modo di rilanciarsi e di rinnovarsi. Fu Giacomo nei primi anni del Novecento ad intuire la possibilità di inventare uno stile in una città molto particolare, un centro industriale in una Riviera turistica. Un locale che non era solo caffè e pasticceria ma anche un vero e proprio ufficio per i signori della città e, al piano superiore, ospitava persino un piccolo Casino.

    Ironia della sorte, la fortuna del locale nasce da un grande crack finanziario. «La banca di fiducia chiuse improvvisamente – raccontano le attuali proprietarie, Maria Teresa e Carla Piccardo – e i risparmi si volatilizzarono. Così Giacomo, che aveva lasciato la moglie a gestire il caffè e la pasticceria, torna a casa e riprende in mano l’azienda, che verrà accorpata nei famosi locali d’angolo».

    Gli stessi locali, lussuosi e all’avanguardia, ereditati prima da Ambrogio, con la signora Franca, e poi dalle figlie Maria Teresa e Carla.

    Maria Teresa e Carla, laureate in materie scientifiche, non se la sono sentita di abbandonare gli storici locali della famiglia. E hanno conservato lo stesso stile, immutato nel corso degli anni. Fino ad arrivare al contrastato e burrascoso trasloco del 2002, quando chiuse il locale sull’angolo della piazza: «Riaprire il nuovo Piccardo è stato un grande sacrificio – raccontano le sorelle Piccardo – una vera e propria odissea. È frutto del nostro orgoglio, risultato del rispetto che nutriamo nei confronti dei nostri genitori, della tradizione».

    La nuova struttura, che ha accorpato il Piccardilly, è oggi anche ristorante, wine-bar con una cantina fornitissima oltre ad essere rimasta, naturalmente, caffetteria e pasticceria. Più di 150 metri quadrati di locale e un laboratorio avveniristico, al primo piano, dove si producono specialità a livello imprenditoriale: «La tradizione di Piccardo è rimasta la stessa – racconta anche Franco Alessandroni che dal 1958 è un punto di riferimento nel locale – la filosofia del locale si basa sulla ricerca della qualità, oggi come allora.»

    Il gelato alla crema, i pinguini, le cassate, i cannoli, le pinolate, le fragranti brioche e le inimitabili focaccine, il panettone genovese e la soffice colomba aromatizzata con una vaniglia molto speciale: cambiano i gusti ma non la certezza di ritrovare materie prime di qualità e le ricette di un tempo. E la qualità, è inutile dirlo, premia. Il Caffè Piccardo è entrato con stile nel novero dei Locali Storici d’Italia, l’associazione che raccoglie poco più di centocinquanta caffè, alberghi e ristoranti del calibro del Caffè Greco di Roma, o del Caffè Florian di Venezia, della confetteria Pietro Romanengo di Genova e del Bar Mangini, del Caffè Gambrinus di Napoli, ed è segnalato sulla prestigiosa guida del Gambero Rosso.

    Milena Arnaldi

Infine, un cimelio di grande valore: l’articolo delle Cronache Onegliesi del Giornale Ligure del 1° ottobre 1910 sulla inaugurazione dello Splendid Bar, esclusivo ritrovo che prese il posto del primo locale della famiglia Piccardo, l’Ideal Bar, e che poi negli anni Venti sarebbe confluito, all’angolo di piazza Dante con via Bonfante, nel lussuoso Caffè Pasticceria Piccardo:

  • Sabato sera 24 settembre [1910] è stato inaugurato il magnifico «Splendid Bar» di proprietà dei fratelli Piccardo. Una folla imponente è accorsa ad ammirare le bellezze di questo nuovo ritrovo, che certamente non potrà [fare] a meno di non entrare nella simpatia degli onegliesi. Il nuovo Bar Splendid, che è situato in uno dei posti centralissimi della nostra città, e cioè all’angolo di Via Belgrano e Piazza Maria Teresa, è stato progettato dall’ing. Colla e dell’arch. Ferrarini, ed eseguito dalla rinomata ditta Pietro Savio di Alessandria.

    Si presenta esso con due magnifiche facciate a specchi reclame incorniciati di legno di noce riportanti decorazioni in bronzo, semplici ed eleganti nelle linee artistiche che rivelano subito il buon gusto dei progettanti.Nell’interno grande profusione di specchi inquadrati pur essi da legno di noce intasiato di bronzo tutto in stile moderno, dall’effetto soprendente. Una striscia di cristallo colorato si unisce con riuscita armonia di colore allo zoccolo di marmo rosso di Verona, che lo avvolge per intero.

    In conclusione un lavoretto artistico riuscitissimo per novità, per eleganza e per buon gusto.

    Noi quindi lodiamo l’iniziativa dei fratelli Piccardo che, non badando a sacrifici pecuniarii, hanno voluto abbellire la nostra città con un locale di primordine degno di figurare in una grande metropoli; ed elogiamo, spinti da un profondo sentimento di ammirazione, i due bravi progettisti ing. Colla e arch. Ferrarini e la ditta esecutrice Pietro Savio di Alessandria.

    Ai proprietarii poi rinnoviamo i fervidi auguri di affari d’oro, che a loro offrirono sabato sera gli eloquenti oratori, alzando le coppe di gustoso champagne.

La rassegna stampa completa delle recensioni e degli articoli sul Caffè Pasticceria Piccardo di Imperia Oneglia è disponibile sulla pagina Facebook del locale.

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